Carissimi,

mi rivolgo a voi, amici di AMeC-Associazione Medicina e Complessità, perché vi associate o rinnoviate la quota di partecipazione.
È nostra intenzione continuare a garantire l’alto livello di ricerca e divulgazione e proporre occasioni di incontro che, dal 2005, ci caratterizzano e rendono Trieste un modello di riferimento unico nel panorama nazionale.

Durante l'anno che sta per finire abbiamo organizzato:

  • - 11 conferenze presentate da relatori diversi, per il ciclo "I martedì di AMeC" sul tema della Donoterapia;
  • - attività di volontariato nell'ambito dello stesso progetto che ci hanno visto presenti in diverse microaree e all'ASP ITIS-Azienda pubblica di servizi alla persona;
  • - 2 seminari sulla Complessità a Udine; 
  • - la IV° edizione del convegno "La fisica quantistica comunica con la medicina e le scienze umanistiche" sul tema dell'equilibrio, con la partecipazione di 17 relatori provenienti da discipline differenti.
  • - Tutto questo non ci ha distolto dall'assistenza ai pazienti, impegno che AMeC porta avanti fin dalla sua fondazione.
  • - Abbiamo anche visto crescere al nostro fianco la collaborazione della comunità, del mondo imprenditoriale, degli ordini professionali e più in generale di coloro che credono nella ricerca e la sostengono. Crediamo che questo tessuto di relazioni vada sempre più rafforzato per consentirci nuove occasioni di confronto e di crescita.

 
Abbiamo vari progetti stimolanti in atto:

1. la ricerca sugli embrioni zebrafish con il prof. Piermario Biava dell'IRCCS (Milano) sostenuta da Wärtsilä Italia S.p.A

2. la ricerca sulle proprietà dell'acqua con Roberto Germano di Promete e con l'Università di Napoli

3. la ricerca con il  Prof Mark Frank dell'Università di Buffalo sull'identificazione dei micromovimenti facciali interpretati anche dal punto di vista della fisica quantistica

4. conferenze aperte al pubblico, seminari (a febbraio quello sulla cronoriflessologia) e l'edizione 2018 del convegno "La fisica quantistica comunica con la medicina e le scienze umanistiche" sul tema della libera scelta.

 

 

 Diventa socio

 

Mi auguro che vogliate cogliere il mio invito ad aderire all’Associazione ed estendere la proposta a tutti coloro che ritenete possano essere interessati. Anche un piccolo gesto simbolico (la quota minima è di 70 euro) è per noi molto importante, per sentire concretamente vicina tutta la comunità dei nostri soci. Come sempre agli iscritti riserviamo sconti su tutti gli eventi.

Per chi preferisce il cartaceo, troverete allegata la scheda di iscrizione ad AMeC, che potrete consegnare compilata in via Malcanton 4 oppure inviare per posta elettronica ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Per qualsiasi esigenza potete contattare Roberta Zorovini (tel. 335 837 3440) disponibile ad incontrarvi e illustrarvi i nostri intendimenti e i nostri progetti.

Con i più cordiali saluti 

                                                                                                                                                                Il Presidente
                                                                                                                                                               Fabio Burigana

 

QUOTA DI ISCRIZIONE E MODALITÀ DI PAGAMENTO:

Quota di iscrizione valida un anno solare: 70,00 €.
Pagamento in contanti in via Malcanton 4, oppure tramite bonifico bancario.

COORDINATE BANCARIE:
Banca di Cividale spa, Agenzia di Corso Italia 3, Trieste
c/c intestato a: AMeC – Associazione Medicina e Complessità

IBAN: IT65E0548402201074570421252

Il modulo compilato in tutte le sue parti e la ricevuta del bonifico bancario effettuato andranno gentilmente inviati alla Segreteria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..
 
 

Durata: ottobre 2016 – luglio 2017

AMeC, Associazione Medicina e Complessità, presidente Fabio Burigana, iscritta al n°18 nel registro regionale delle associazioni di promozione sociale della regione FVG, con sede in via Malcanton 4, 34121 Treiste (TS) - tel. 040 3481631, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. intende organizzare attività e servizi di volontariato rivolti al miglioramento della qualità della vita di persone in difficoltà.

Premessa
AMeC (Associazione Medicina e Complessità) si è proposta fin dalla sua fondazione di affrontare il tema della salute utilizzando un approccio scientifico basato sul riconoscimento della complessità della natura e del comportamento umano. Ne è derivata la convinzione che per realizzare una migliore qualità di vita, libertà e ben-essere per tutti debbano essere ricercate idee e prassi innovative, mettendo in comunicazione coerente fra loro discipline e operatori con storie e metodi profondamente diversi, ma uniti dalla ricerca dell’armonia.

Si tratta di un cambiamento di paradigma, un “salto quantico”, un passaggio ad un livello significativamente superiore del pensiero, un’apertura della mente verso nuove concezioni dell'uomo e del mondo, che preludono a possibili ipotesi innovative di prevenzione, aiuto e cura delle persone in difficoltà.

È in tale contesto che AMEC ha organizzato numerosi eventi e attività di ricerca con l’attiva partecipazione di fisici, chimici, medici, fisioterapisti, osteopati, psicologi, sociologi, ma anche artisti e filosofi.

Ora con questa iniziativa l’attenzione si sposta anche a chi svolge attività di volontariato.

Volontario, come noto, è chi liberamente, non in esecuzione di specifici obblighi morali o doveri giuridici, ispira la sua vita ai fini di solidarietà sociale. Pertanto, adempiuti i suoi doveri familiari, professionali, politici o sindacali, mette a disposizione della comunità se stesso, le sue capacità, i mezzi che possiede, il suo tempo, gratuitamente e disinteressatamente. La sua attività tende a dare una risposta creativa ai bisogni emergenti dal territorio con attenzione prioritaria per i poveri, gli emarginati, i senza potere, in collaborazione con le pubbliche istituzioni e le forze sociali. Si può svolgere tale attività singolarmente, ma più frequentemente viene realizzata attraverso aggregazioni non-formali (associazioni non riconosciute) oppure in organizzazioni non-profit formali.

Gli organismi di volontariato nella Regione Friuli Venezia Giulia sono molteplici, come molteplici sono le relazioni che tali organismi e i volontari stabiliscono fra loro, con l’utenza e con le istituzioni pubbliche. Si tratta di un campo caratterizzato quindi dalla “complessità”, che richiede ovviamente un pensiero “complesso” per la sua analisi.

AMEC ritiene che l’attività di volontariato produca effetti positivi sia per chi dona spontaneamente e gratuitamente parte del suo tempo e delle sue capacità, sia per chi si avvale di tale attività per affrontare le proprie difficoltà esistenziali. In ultima analisi ne deriverebbe un miglioramento del “ben-essere” per entrambi i soggetti, che può ben definirsi “donoterapia”. Perché ciò avvenga è tuttavia necessario che venga posta attenzione, in un’ottica sistemico-relazionale, al processo che collega chi ha bisogno con chi è disposto a donare.

Obiettivi del progetto
Analisi della situazione attuale del volontariato nella regione Friuli Venezia Giulia e, in particolare nei Comuni di Trieste e Muggia, secondo l’ottica sistemico-relazionale. 

Individuazione delle aree di bisogno verso le quali orientare l’attività di volontariato: aree territoriali nelle quali sono già in corso progetti sociali e sociosanitari di prevenzione e miglioramento della qualità di vita, strutture residenziali per anziani e per persone in condizioni di disabilità, centri diurni e centri di accoglienza per donne vittime di violenza, anziani e persone in condizioni di marginalità sociale ecc.

Reperimento e formazione di nuovi volontari

Promozione di gruppi di volontariato per favorire la coerenza e l’armonia degli interventi

Enti coinvolti
- Comune di Trieste
- Comune di Muggia
- Comune di Duino Aurisina
- Azienda assistenza sanitaria triestina, in particolare i servizi collegati alle "Microaree"
- Itis di Trieste
- Università degli Studi di Trieste (per tirocini e tesi)
- TriesteAltruista
- Auxilia
- Regione Friuli Venezia Giulia, Servizio volontariato

Enti da coinvolgere
- Associazione Kairos
- Associazione Basaglia
- Associazione De Banfield
- Caritas
- Eventuali altri

Attività ed eventi da realizzare
- Convegno a ottobre, per una riflessione condivisa sulla situazione attuale del volontariato nella regione Friuli Venezia Giulia e, in particolare nei Comuni di Trieste, Muggia e Duino, secondo l’ottica sistemico-relazionale

- Avvio della rilevazione degli organismi di volontariato:ottobre-dicembre 2016

- Sensibilizzazione per il reperimento di nuovi volontari: gennaio 2017

- Avvio di corsi di formazione per volontari: febbraio 2017

- Individuazione di bisogni scoperti verso cui potrebbero orientarsi i volontari: febbraio-marzo 2017

- Incontri mensili di riflessione sull’attività svolta: da marzo in poi

Risorse umane (non retribuite) impegnate nel progetto
Gruppo di progetto: Fabio Burigana, Maurizio Cannarozzo, Marinella Baracchini, Roberta Zorovini, Raffaello Maggian

Referente del progetto: Raffaello Maggian

Studenti tirocinanti del corso di laurea in servizio sociale, sulla base di una convenzione fra AMeC ed Università di Trieste

Altri volontari AMeC

 


Presidente AMeC
 Dott. Fabio Burigana

 

 

Associazione di Promozione Sociale - iscrizione n° 18 al Registro Regionale APS della Regione FVG
c/o Smile Service, Via Malcanton 4 – 34121 Trieste - C. F. e P.I. 02386670307
tel.: 040 3481631 fax: 040 3487023 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.amec.eu

Roberto Germano ci svela gli eclatanti risultati delle nuove ricerche sulla natura chimico-fisica dell'acqua: dall'estrazione di corrente dall'acqua, alla possibile comprensione del funzionamento dei granuli omeopatici.

La Redazione

Conseguita nei prestigiosi laboratori di Fisica Sperimentale del MIT (Massachusetts Institute of Technology) negli USA, e pubblicata sull’ultimo numero di Nature,  una scoperta che rivoluziona la conoscenza della sostanza più importante e studiata al mondo, e che va a costituire il nostro stesso corpo per circa il 99% in numero di molecole: l’acqua. Presso il MIT, lo studioso di origine brasiliana professor Victor Ely, ha isolato grandi quantitativi di strutture di molecole d’acqua aggregate che sono solide a temperatura e pressione ambientale. Questa nuova fase dell’acqua, una frazione della quale resiste addirittura "no ai 700°C, sembra essere la vera base delle strutture biologiche. Il professor Ely, la dott.ssa Helene Naples, e il dottor Gorten Abermoor della PROMETHEUS Inc., hanno battezzato questo nuovo materiale, mai individuato prima d’ora, XEROSIDRILE, dal greco antico: Xeros (secco) - Idro(acqua) - Yle(materia).
Inoltre, basandosi su queste novità, i ricercatori hanno appena ottenuto l’assegnazione di un brevetto per un sistema che estrae corrente elettrica da acqua  distillata e dal calore ambientale; si tratta di rivoluzionarie celle fotovoltaiche che utilizzano soltanto acqua pura e un polimero idrofilico a basso costo e funzionano anche al buio! La PROMETHEUS Inc. ha brevettato questo nuovo fenomeno, battezzandolo Effetto Ossidroelettrico.

Scienza&Conoscenza: Abbiamo voluto cominciare questa intervista con questa sconvolgente notizia di cronaca scientifica, per chiederti cosa ne pensi, cosa c’è di vero?
Roberto Germano:
Questa notizia è chiaramente falsa.

S&C: Dobbiamo ammettere che uno dei nostri redattori si è divertito a farti uno scherzo… Ma, se invece dello studioso di origine brasiliana professor Victor Ely, si parla del prof. napoletano Vittorio Elia, invece del MIT, si parla dell’Università “Federico II” di Napoli, invece di Helene Naples diciamo Elena Napoli, invece di Nature, si parla di altre riviste scientiche internazionali peer reviewed, e invece di Gorten Abermoor della PROMETHEUS Inc., parliamo di Roberto Germano della PROMETE Srl?
RG: Beh, in effetti allora diventa assolutamente vera!! Abbiamo già pubblicato diversi articoli sperimentali su riviste internazionali che mostrano inequivocabilmente – con numerosissime di"erenti tecniche di misura – queste incredibili novità! Certo, se fosse vera la finzione elaborata dal vostro fantasioso redattore, ora la notizia sarebbe già rimbalzata su tutti i mezzi di comunicazione di massa e divulgata in ogni salsa, ma tant’è… Anche il brevetto è vero, ed è già stato ottenuto da alcuni mesi. Abbiamo la possibilità di aprire una nuova epoca  del modo con cui ci relazioniamo alla Natura, non più con la  violenza  (scarsissima  effcienza, abbondanti  scarti tossici), ma con la sintonia (altissima efficienza, pochi scarti e riciclabili). È vero che  siamo nel pieno di una profonda crisi epocale, sia economica che ecologica, ma l’era della pietra non si è conclusa perché erano finite le pietre.

S&C: È evidente anche agli occhi di un non esperto che si tratta di qualcosa di estremamente rivoluzionario, anche perché riguarda l’acqua. Ma allora, dobbiamo citare la cosiddetta bilancia di Sagan: “affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie”...
RG: Certo, si tratta di un lungo percorso, fatto di anni di ricerche coraggiose e controcorrente, ma sempre pubblicate su riviste internazionali, che ha condotto infine a vedere qualcosa che altrimenti sarebbe stato impossibile individuare. Quando non ti aspetti qualcosa è diffcile vederla, specie se ci sei “immerso”, come  è vero per l’acqua, le cui molecole costituiscono il 99% in numero delle molecole di ogni essere vivente. Proprio per motivi analoghi, ad esempio, la pressione atmosferica è stata scoperta e misurata soltanto nel XVII secolo dal famoso allievo di Galilei, Evangelista Torricelli. Infatti, prima di quei tempi – non così remoti, si tratta di soltanto poco più di tre secoli fa – la domanda se l’aria potesse avere un peso, neanche si poneva!

S&C: Infatti, si dice spesso, come regola psicologica, che “i pesci non vedono l’acqua”, proprio per sottolineare questo tipo di dicoltà. Proprio per questo vorremmo chiederti se puoi provare a raccontarci un po’ questa affascinante storia. Naturalmente, sappiamo che hai già pubblicato con l’editore Bibliopolis nel 2007 il saggio AQUA. Le mirabolanti avventure dell’acqua elettromagnetica, per cui non ti chiediamo certo di ripartire da zero e sintetizzare un intero volume, ma solo di dirci ciò che può servire a contestualizzare meglio queste ultimissime eclatanti novità.
RG: Proviamoci! Colgo qui l’occasione per ricordare la lungimiranza, l’intelligenza e l’entusiastico coraggio di Francesco Del Franco – da pochi mesi ci ha prematuramente lasciati – che con le sue edizioni Bibliopolis, decise di pubblicare il mio saggio  AQUA, ben otto anni fa, quando questi argomenti erano di ancor più “difficile”accettazione e comprensione di ora.Cominciamo  con  una  sintesi  estrema,  in  cui  faremo
almeno 4 affermazioni rivoluzionarie, di cui poi discuteremo meglio:1. l’acqua pura non è un isolante, ma ha invece caratteristiche  semiconduttive  (Emilio  Del  Giudice, Giuseppe Vitiello, Giuliano Preparata), ossia i suoi elettroni possono muoversi non così difficilmente come si credeva; cosa assolutamente non vera per l’acqua allo stato gassoso, cioè la molecola d’acqua al suo livello energetico più basso;
2. l’acqua liquida ha una dinamica interna (struttura bifasica), e quindi alcune perturbazioni puramente fisiche possono mutarne le proprietà chimico-fisiche, creando aggregati stabili di H2O (Vittorio Elia studia e pubblica risultati in questa direzione da 20 anni);
quindi: possiamo creare delle asimmetrie, così da ottenere una sorta di effetto fotovoltaico operante nell’infrarosso (“Effetto Ossidroelettrico”, ottenuto e poi brevettato e pubblicato da me, con la PROMETE);
e dulcis in fundo:
3. se faccio evaporare o liofilizzo quest’acqua  pura “modificata”, rimane un solido stabile a temperatura e pressione ambientale!!!! (Vittorio Elia). Si tratta di risultati ottenuti in gran parte negli ultimi 25 anni, mai più recenti sono stati ottenuti soltanto negli ultimi 3-4 anni, e dunque ci vorrà ovviamente ancora un po’ prima che raggiungano i testi di didattica universitaria. Per molti  anni si è creduto che la struttura dell'acqua liquida scaturisse dalle proprietà della sua rete di cosiddetti legami-idrogeno, ossia che l’acqua liquida fosse un insieme di molecole quasi totalmente indipendenti, un po’ come in un gas denso, tenute insieme da legami elettrostatici  deboli; ma questa non è una spiegazione dinamica, ma piuttosto un'osservazione «a  posteriori», un modello elettrostatico. Già le osservazioni sperimentali dei biologi delle proprietà dell'acqua vicino alla membrana cellulare suggerivano, da alcuni decenni, che coesistono due forme di organizzazione molecolare dell’acqua in forma di microdomini, da decine a centinaia di Angstrom di dimensione, in tutto il campo di temperatura in cui l’acqua rimane liquida, proprio come poi è stato calcolato usando l’elettrodinamica quantistica (QED) dai fisici teorici italiani Emilio Del Giudice, Giuliano Preparata, Giuseppe Vitiello ed altri.
Molti risultati sperimentali sono profondamente incompatibili con il modello semplicistico di un liquido come un semplice «gas denso». Più di mezzo secolo fa, lo scopritore della Vitamina C, il fisiologo ungherese Albert Szent-Gyorgyi, premio Nobel in fisiologia e medicina, suggerì che l'acqua interfacciale «più organizzata» era in grado di supportare eccitazioni elettroniche più durature, probabilmente avendo un ruolo determinante nel trasferimento di energia vicino alla superficie delle cellule, dove l'acqua mostra un comportamento simile ai cristalli liquidi, come il fondatore della Società Internazionale per i Cristalli Liquidi, Sivaramakrishna Chandrasekhar, ha sottolineato in un suo testo molto noto.

S&C: Prima mi dicevi che recentemente questi risultati sperimentali sono stati confermati da Gerald Pollack e dal suo gruppo di ricerca negli USA. Utilizzando microsfere e coloranti come sonde, hanno mostrato che, sulle superci idroliche (1), appare uno strato ben “distinto” di acqua, che misura no a mezzo millimetro di spessore, in cui né microsferette, né coloranti, né altri soluti possono penetrare, e che per questo hanno chiamato tale strato “zona di esclusione” (EZ); esatto?
RG: Sì, e quest’acqua EZ è risultata essere più viscosa del resto dell’acqua, e rilascia facilmente elettroni; a seguito di ciò l’acqua EZ ha un potenziale redox non trascurabile rispetto alla massa d’acqua (fino a centinaia di millivolt). In un certo senso, l’acqua EZ è una specie riducente, considerando che l’acqua normale è un ossidante, e si può estrarre una corrente elettrica non trascurabile nell’ordine di microampere (e con potenza dell’ordine di microwatt) sfruttando quest’asimmetria netta che viene generata all’interno  dell’acqua! In PROMETE abbiamo mostrato che questo accade anche quando si lavora con acqua pura (bidistillata) il che dimostra senza dubbio, come “corollario” non insignificante, che un fenomeno di trasporto elettrico non ionico avviene nell’acqua liquida, come recentemente riportato dal nostro gruppo con la scoperta dell’Effetto Ossidroelettrico (brevettato).

S&C: A questo proposito, prima mi descrivevi un’importante osservazione sperimentale: non ci sono cariche elettriche opposte tra superfici idroliche e l’acqua a contatto con esse. Ma allora, ciò signicherebbe che l’attrazione solido-acqua che è all’origine del cosiddetto comportamento “idrolico” della supercie non è prodotto da un fenomeno elettrostatico, come normalmente si crede?
RG: Si, infatti si tratta piuttosto di un’attrazione collettiva dinamica, appunto come quella causata dalla QED coerente, in modo che (a differenza del caso elettrostatico) accade che “like likes like” (il simile è attratto dal simile), per citare la famosa espressione coniata da premio Nobel per la Fisica Richard Feynman.
Ricordiamo che i calcoli di QED coerente di E. Del Giudice, G. Preparata, G. Vitiello e altri, mostrano che, a temperatura ambiente, l’acqua liquida è bifasica, cioè è una vera e propria miscela di acqua coerente (dominio di coerenza, CD) e acqua incoerente. Lo stato coerente è la sovrapposizione di due stati molecolari, lo stato fondamentale e uno stato eccitato, con pesi statistici tali che, in un dato istante, sono presenti 0,13 elettroni quasi-liberi per molecola, cioè 700.000 elettroni quasi-liberi per ogni CD!!
Questi risultati teorici, così come i nostri studi sull’estrazione di energia elettrica da acqua bidistillata da elettrodi identici, che ho ribattezzato “Effetto  Ossidroelettrico”, indicano che i domini di coerenza dell’acqua raccolgono energia di “bassa  qualità” dall’ambiente (praticamente rumore termico) e la  trasformano in energia di “alta qualità” in grado di svolgere lavoro esterno (flusso di elettroni).
Questo apre la strada a comprendere la biologia, la fotosintesi, e magari – perché no? – a “imitarla” con nuove tecnologie basate su questa comprensione.
Ma, non soltanto: questo stesso effetto dinamico è  probabilmente all’origine della formazione delle strutture sovramolecolari di acqua osservate dal nostro gruppo di ricerca, e spiegherebbe la caratteristica di tali strutture di permanere a lungo nel  tempo. Infatti, l’enorme numero misurato di elettroni estratti  richiede ovviamente un corrispondentemente elevato numero di molecole di acqua ionizzate (cioè senza un elettrone e quindi con carica positiva), ed esse a loro volta possono dare origine ad aggregati laddove le condizioni al contorno siano favorevoli.

S&C: Facci capire bene. Si creano quindi aggregati di molecole d’acqua, che rimangono poi solidi e stabili anche a temperatura ambiente?
RG: La scoperta recente più importante del nostro gruppo di ricerca èche le modifiche locali nell’organizzazione di acqua allo stato liquido possono essere raggiunte attraverso molti  tipi di stimoli fisici a bassa energia, e che queste alterazioni possono anche diventare “fisse”, grazie alla spontanea organizzazione sovramolecolare, a formare strutture dissipative (2) “permanenti” (ma che ovviamente si evolvono nel tempo con il flusso di energia e il contesto ambientale) in acqua liquida.
Inoltre – e ancor più sorprendentemente – queste strutture sono così persistenti da sopravvivere anche all’essiccazione o alla liofilizzazione. Infatti, dopo la rimozione dell’acqua “normale”, avviene la condensazione in quantità facilmente misurabili (alcuni mg da soli 200 ml di acqua pura (3), l’equivalente di un bicchiere) di strutture solide (che appaiono evidentemente frattali), con ciascun nucleo di dimensioni di centinaia di nanometri, a pressione atmosferica e temperatura ambiente. E sono abbondanti e molto evidenti, tanto che scherzando fra noi talvolta lo chiamiamo “zucchero filato”.
A questo proposito notiamo che, pochi anni fa, i fondamenti teorici basati sulla QED per le complesse proprietà organizzative dell’acqua liquida sono stati armonizzati con la termodinamica dei processi irreversibili, grazie al lavoro congiunto di Emilio Del Giudice ed Enzo Tiezzi.

S&C: È il momento di raccontarci meglio ciò che si vede dal punto di vista dei fatti sperimentali…
RG: Sicuramente! Bisogna rendersi innanzitutto conto che è stata ormai raccolta una quantità notevolissima di dati sperimentali relativi alle proprietà fisico-chimiche dell’acqua sottoposta a perturbazioni fisiche (non chimiche) di vario genere, e la ricorrente obiezione che tali fenomeni potrebbero essere causati da  “impurità chimiche”, o che una così gran mole di dati possa derivare da errori di misura, deve ora essere definitivamente abbandonata. Negli ultimi 16 anni, il gruppo di ricerca di Vittorio Elia ha usato tecniche fisico-chimiche consolidate (calorimetria a flusso, conduttometria, pHmetria e potenziale all’elettrodo in cella galvanica) dimostrando che i parametri fisico-chimici di questo tipo di acqua perturbata con metodi fisici, evolvono nel tempo in modo imprevisto. Ciò significa che è possibile che il comportamento fisico-chimico di acqua liquida pura sia dipendente dalla “storia” di un particolare campione di acqua (rottura di simmetria temporale), in modo analogo al  caso più noto dei materiali magnetici (rottura di simmetria spaziale). Abbiamo a che fare, quindi, con effetti che sono regolati dalla termodinamica dei processi irreversibili.

S&C: E nei vostri esperimenti più recenti avete misurato alterazioni simili tra loro, di diverse proprietà dell’acqua liquida pura, ma dopo averla sottoposta a differenti tipi di perturbazioni…
RG: Tre diverse perturbazioni fisiche a bassa energia: il contatto prolungato con una superficie fortemente idro-filica come il Nafion®(4), Acqua Iterativamente Nafionata (INW); filtrazione iterativa attraverso filtri di vetro sinterizzato, Acqua Iterativamente Filtrata (IFW); e trattamenti omeopatici, Soluzioni Estremamente Diluite (EDS).

S&C: Quindi il fatto che questi esperimenti siano stati condotti per così tanti anni ha contribuito a far capire l’importanza del fattore tempo?
RG: Si, infatti, l’attenta investigazione di tali sistemi in funzione della “freccia del tempo” si è rivelata inaspettatamente di grande importanza, conducendo all’idea che i sistemi osservati (le soluzioni omeopatiche, all’epoca) sono in realtà sistemi aperti (pur essendo meccanicamente “chiusi”, possono scambiare energia con l’esterno) che sono lontani dall’equilibrio termodinamico, ed  è proprio questa caratteristica a permettere che strutture con ordine locale (“strutture dissipative”) emergano dal caos.

S&C: Viene spontaneo chiedersi: si possono ridisciogliere queste strutture in acqua liquida? E che proprietà assume l’acqua pura così arricchita?
RG:
Si, abbiamo trovato che, nel caso delle EDS, le variazioni di conducibilità dopo una procedura di tal genere erano molto basse (circa 20%); ma è interessante notare che ci vogliono diversi giorni per il sistema per raggiungere un valore stabile di conducibilità, probabilmente a causa del fatto che il residuo solido si ridiscioglie lentamente.

S&C: Quindi, in pratica, nella struttura solida viene mantenuto qualcosa che è in grado di riprodurre le proprietà fisico-chimiche dopo l’aggiunta di acqua pura?
RG: Esatto! Inoltre è importante notare che il fatto secondo cui la INW possa essere ottenuta in modo molto semplice, attraverso il contatto con le membrane idrofiliche, evidenzia l’importanza dell’acqua “perturbata” in sistemi biologici.

S&C: Ci hai parlato di tre tipologie di “perturbazioni”, ma come avete studiato le caratteristiche che rendono “perturbati” i campioni d’acqua, cioè cosa si misura per concludere che sono differenti dall’acqua pura che conosciamo?
RG: Queste tre diverse tipologie di “acqua fisicamente perturbata” sono state studiate effettuando una serie di misure strutturali (analisi FT-IR o spettroscopia nell’infrarosso, dispersione della luce, spettroscopia UV-Visibile, microscopia a fluorescenza, AFM_microscopia a forza atomica). Lavori precedenti avevano già esaminato in profondità la determinazione dei parametri chimico-fisici di questi campioni di “acqua perturbata”: conducibilità elettrica; calore di mescolamento con acido o con soluzioni basiche e pH.

S&C: Si tratta di effetti diffcilmente misurabili?
RG: Tutt’altro! La conducibilità elettrica può aumentare anche più di 100 volte! Il pH dell’acqua preparato dal protocollo di filtrazione iterativo (IFW) e dell’EDS è alcalino, mentre quello dell’acqua iterativamente nafionata (INW) è molto acido e mostra una buona correlazione lineare con il logaritmo della conducibilità  elettrica e può variare anche di 3 punti, e ciò corrisponde a variazioni di mille volte della concentrazione di H+.

S&C: In effetti è davvero molto interessante che tre differenti protocolli di perturbazione inducano alterazioni dell’acqua liquida che sono distinte, ma condividono l’elemento comune di una variazione nella struttura sovramolecolare dell’acqua “bulk” liquida. Come si può spiegare?
RG: Questi fenomeni complessi e dicili da razionalizzare, trovano una solida base teorica nell’ipotesi di lavoro della formazione di strutture dissipative (nanostrutture) di acqua all’interno dell’acqua liquida. Le perturbazioni di bassa energia applicate possono far sì che il sistema evolva verso una nuova  condizione che non è in equilibrio. Dopo l’essiccazione o la liofilizzazione, queste strutture, che esistono in uno stato lontano dall’equilibrio in acqua liquida, possono invece evolvere in un’altamente stabile struttura amorfa di tipo frattale che è stabile allo stato solido a pressione e temperatura ambiente.

S&C: Nulla che si possa attribuire a banali fenomeni di inquinamento di tipo chimico o similari?
RG: Tutte le numerosissime indagini fisico-chimiche e$ettuate su tali sistemi hanno rivelato proprietà inaspettate dei campioni sia in fase liquida sia in fase solida. L’effetto principale dei processi iterativi come la filtrazione o  “risciacquo”  di  pezzi  Nafion® è un aumento dell  conducibilità elettrica (Ȥ), e abbiamo anche trovato che esiste una relazione lineare tra il log (Ȥ) e il pH. I campioni di IFW e di INW hanno mostrato aumenti di conducibilità ȤGLSLGL 100 volte. Per entrambi, IFW e INW, abbiamo osservato che la conducibilità  Ȥ varia con l'età del campione. Un'altra scoperta interessante è che la variazione del pH è stata anche molto grande. Per la INW il pH è cambiato da circa pH=6 della pura acqua Milli-Q a circa pH=3 per i campioni con la più alta conducibilità, cioè un aumento della concentrazione di H+ di mille volte. Questo risultato esclude che tali effetti possano originare da fantomatiche impurezze chimiche…

S&C: Ma allora qual è l’origine di un aumento così grande della conducibilità elettrica e del mutamento così netto del pH?
RG: Le variazioni osservate nella c e nel pH possono essere spiegate con la presenza di aggregati sovramolecolari di molecole d’acqua.

S&C: Ci racconti che strumenti di indagine vi hanno poi davvero convinto dell’esistenza di tali aggregati in acqua liquida, inizialmente soltanto ipotizzati?
RG: Ne faccio un breve elenco.
Misure spettroscopiche: IR (Infrarosso); UV-Vis (Ultravioletto e Visibile).
Microscopia a fluorescenza: l’acqua, osservata sotto un microscopio a fluorescenza, mostra strutture di grandi dimensioni su cui le sferette fluorescenti appaiono raggruppate, immerse nel fluido che le circonda.

S&C: Mentre per ciò che riguarda gli aggregati acquosi che rimangono solidi a temperatura e pressione ambientale, che strumenti di misura avete utilizzato?
RG: L’esatta natura di tali strutture è oggetto di ulteriori analisi sperimentali, ma inizialmente abbiamo usato la Microscopia a forza atomica (AFM), e la Spettroscopia IR (nell’infrarosso).

S&C: Sembra chiaro che il fatto che se trovo un solido residuo può avere un forte impatto sulla comprensione della natura dei granuli omeopatici, in cui l’acqua liquida non c’è più...
RG: Vero, e infatti uno studio dettagliato è stato effettuato anche per ciò che  riguarda le EDS (Extremely Diluted Solutions = Soluzioni Estremamente  Diluite). In pratica si tratta di acqua trattata “omeopaticamente”, preparata attraverso un processo iterativo centesimale (1:100) di diluizione e succussione  (agitazione). Alcuni campioni di EDS sono stati liofilizzati per esaminare le proprietà degli eventuali residui solidi. I campioni di EDS sono stati sistematicamente  studiati sia nella fase liquida che nella fase solida.

S&C: Ma si vedono gli aggregati già in fase liquida?
RG: Certo! L’esame dei campioni EDS con la microscopia a fluorescenza ha rivelato strutture di grandi dimensioni su cui le microsfere di polistirene si raggruppano.
S&C: E per ciò che riguarda gli aggregati solidi derivanti da soluzioni EDS?
RG: Sono state liofilizzati dei campioni di EDS (20 ml), producendo grandi quantità di residuo solido: circa 2 mg.

S&C: Quindi si tratta di un fenomeno analogo anche per le EDS? E qual è la principale diff€erenza?
RG: Anche nel caso delle EDS, il protocollo di preparazione induce un’alterazione permanente della struttura sovramolecolare dell’acqua, simile a quella indotta dal contatto con polimeri fortemente idrolici come il Naon. Tuttavia, nel caso delle EDS, sembra che l’aumento dei parametri misurati dipenda dall’eff€etto dell’invecchiamento. In ogni caso, tutti e tre i protocolli di preparazione hanno una causa simile sottostante che origina gli aggregati d’acqua che agiscono come strutture dissipative, e la cui presenza è responsabile dell’aumento della conducibilità elettrica, della variazione del (esplicitare a parole le grandezze) ΔNmix (variazione del calore di mescolamento), del pH , ecc.

S&C: E riguardo al solido residuo?
RG: L’altro risultato del nostro lavoro, comune a INW, IFW, e EDS, è la possibilità di ottenere un solido altamente stabile mediante liofilizzazione, o nel caso di EDS anche mediante evaporazione a 90°C. Questo solido è solubile in acqua, e nel caso di EDS è in grado di riprodurre quasi esattamente i parametri fisico-chimici che l'EDS aveva prima dell'evaporazione. Queste proprietà del solido (elevata stabilità ad alta temperatura, e la capacità di ricreare le proprietà fisico-chimiche della originale EDS quando disciolto in acqua pura) potranno essere importanti per capire in un prossimo futuro il meccanismo di azione dei globuli  utilizzati in medicina omeopatica. Dopo l’impregnazione dei globuli con le diluizioni EDS, l’acqua bulk (5) evapora e il residuo solido, una struttura molto stabile,
rimane all'interno dei globuli. Le proprietà di questo solido probabilmente “catturano” e preservano le informazioni terapeutiche delle EDS, innescando la  formazione degli aggregati in fase liquida la cui forma e dimensione potrebbe in qualche modo essere legata agli effetti terapeutici.

S&C: C’è qualche altro ricercatore che ha già visto cose analoghe?
RG: Solo un altro gruppo ha finora ottenuto risultati similari ai nostri. Il team guidato da Shui-Yin Lo ha trovato lo stesso tipo di strutture solide, provenienti da strutture dissipative composte da aggregati di molecole precedentemente presenti in “acqua bulk” e le hanno chiamate strutture I E
(un nome che deriva dall’espressione: Ghiaccio, Ice, formatosi sotto l’effetto del campo elettrico, E).

S&C: Cosa ci puoi dire di più su queste affascinanti strutture stabili di acqua in… acqua? Che novità possono portare nella nostra visione della biologia e della medicina?
RG:  I processi dinamici con cui queste strutture dissipative sono stabilizzate (probabilmente anche sfruttando le impurezze circostanti), e la capacità di queste strutture di ricreare le precedenti proprietà fisico-chimiche quando vengono nuovamente poste in acqua pura, ricorda suggestivamente la capacità di alcuni  semplici sistemi viventi, come batteri o protisti, di rimanere in uno stato di quiescenza quando le condizioni ambientali non sono più favorevoli alla vita. Il processo di incistamento aiuta il microbo a sopravvivere fino a che le condizioni diventano più adatte. Quando il batterio incistato trova un ambiente favorevole alla sua crescita e sopravvivenza, la parete cistica si rompe. In particolare, quando l’acqua ridiventa sufficiente, il microbo ritorna al suo caratteristico stato lontano dall’equilibrio; quello di una struttura dissipativa, cioè vivente. Le strutture dissipative in acqua pura sono costituite da aggregati di molecole di acqua che possono formarsi a causa di vari tipi di perturbazione, comprese quelle a bassa energia. Essi hanno la capacità di esistere lontano dall’equilibrio termodinamico per lungo tempo, dell’ordine di diversi anni o più. Quando l’acqua bulk viene rimossa, in modo simile a ciò che accade a molte semplici forme di vita, entrano in una stato “congelato” quiescente in cui cessa la dissipazione di energia fino a che una quantità sufficiente di acqua liquida diventa nuovamente disponibile. Poi, ancora una volta, proprio come fanno molte semplici forme di vita, sono in grado di tornare a uno stato attivo, cioè diventando nuovamente strutture dissipative, sistemi lontani dall’equilibrio. Quindi è ora possibile iniziare a studiare la naturale ipotesi che questi sistemi dissipativi spontanei osservati in
acqua liquida pura, in grado di “condensare” in certe condizioni e diventando solidi a temperatura e pressione ambientale, possano essere la matrice stessa della vita.

S&C: Immagino che avresti moltissime altre cose da dire, e quindi ci organizzeremo per una futura intervista. Per ora ti ringrazio moltissimo per queste eclatanti novità di cui sentiremo parlare molto nei prossimi tempi, ma che hai voluto raccontare in anteprima a livello divulgativo a «Scienza e Conoscenza»!
RG: Senz’altro! Sono io che ringrazio voi! A cosa serve la scienza se non diventa patrimonio comune in tempi brevi?! Inoltre, desidero ringraziare i miei amici (in
ordine  alfabetico): Emilio Del Giudice, Antonella De Ninno, Vittorio Elia, Elena Napoli, Alberto Tedeschi, Giuseppe Vitiello, Vladimir Voeikov, e dedicare questi
recentissimi straordinari risultati a Emilio Del Giudice che recentemente e improvvisamente ci ha lasciati.

 

Glossario
(1) Idrofilicità = dal greco hydros, “acqua”, e  philia, “amicizia” si intende la  proprietà #sica di materiali a legarsi con l’acqua, nel nostro caso, in cui si parla di polimeri insolubili, ciò è connesso all’aspetto  sperimentale  della  “bagnabilità”,  misurata  dall’angolo  formato  da  una  goccia  d’acqua  (detto  “angolo  di  contatto”); minore è l’angolo di contatto (cioè più “schiacciata” è la goccia), più elevata è l’idrofilicità del materiale.
(2) Struttura dissipativa = termine coniato dal premio Nobel per la chimica Ilya Prigogine, che sta a indicare un sistema che scambia con l’ambiente energia, materia e/o entropia, e che quindi è in uno stato lontano dall’equilibrio termodinamico. I sistemi dissipativi sono caratterizzati dalla formazione spontanea di strutture ordinate e complesse.
(3)  Acqua  pura = acqua bidistillata,  la  cui  conducibilità  elettrica  è bassissima, cioè dell’ordine di 1-2 microSiemens/cm, indicando con ciò la scarsissima presenza, tendente a zero, di molecole estranee.
(4) Nafion = è un fluoropolimero-copolimero costituito da tetra-fluoroetilene solfonato, che fu scoperto alla #ne degli anni Sessanta del XX secolo dall’azienda chimica DuPont; esso è il primo di una classe di polimeri sintetici aventi proprietà ioniche (come buona conducibilità elettrica e alte temperature di fusione), che sono chiamati ionomeri.
(4)  Il  Nafion può essere utilizzato come conduttore di protoni nelle celle a combustibile a membrane a scambio protonico (PEM) grazie alla sua eccellente stabilità termica e meccanica. Il Nafion viene utilizzato nelle celle a combustibile, nell’elettrolisi dell’acqua, in dispositivi elettrolitici, batterie, sensori (fonte: wikipedia).
(5)  Acqua  bulk = l’insieme  di  molecole  dell’acqua  liquida,  in genere, la maggior parte (in inglese, bulk) che non è coinvolta nei fenomeni specifici di cui si tratta.

Bibliografia essenziale
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•  R. Germano, Water’s Permanent Dissipative Structures Quantum Origin And Life, Electromagnetic Biology and Medicine, 34, 2, 133-137 (2015).
 

Consigli di lettura:

Roberto Germano
Aqua
L'acqua elettromagnetica e
le sue mirabolanti
avventure
Bibliopolis


Perché non sono un omeopata
(chi sostituisce la medicina convenzionale con l'omeopatia)

1) perché molte leggi dell'omeopatia non sono fondate su un serio lavoro scientifico

2) perché molte visioni dell'omeopatia sono ancora fondate su una visione ottocentesca

3) perché come medico sono tenuto a seguire nelle singole malattie per la terapia e la diagnosi i criteri delle prove di efficacia

4) perché certi omeopati hanno la mente più ristretta di chi li combatte

5) perché non sopporto gli omeopati che si ostinano a chiamare "allopatia" la medicina fondata sulla biochimica e le prove di efficacia

 

Perché utilizzo la terapia omeopatica come terapia complementare

1) perché ho constatato la sua efficacia in molte occasioni ed oltre a leggere i lavori scientifici, mi fido della mia esperienza diretta (stanno facendo di tutto affinché l'Uomo non si fidi più di quello che vede, che sente e sopratutto del proprio pensiero)

2) perché singoli lavori scientifici ne hanno dimostrato l'efficacia in particolari situazioni.

3) perché la fisica moderna potrebbe offrire una base teorica della sua azione.

4) perche gli Ordini dei Medici la considerano una disciplina medica a tutti gli effetti

5) perché permette un approccio che considera la persona nella sua interezza

6) perché subisce degli attacchi di diffamazione non certo per la salvaguardia della salute della gente

7) perché è uno degli esempi che dimostrano che si riesce a resistere nonostante i grandi interessi economici che vorrebbero uniformarci.

 

Devo dire che oggi in Italia ci sono pochissimi omeopati nel senso da me indicato sopra mentre più del 20% della popolazione continua ad utilizzarla assieme agli approcci convenzionali

Dott. Fabio Burigana
Presidente AMeC - Associazione Medicina e Complessità