Ipotesi di una definizione diversa
Il cancro tra biologia, fisica, embriologia, oncologia, medicina tradizionale cinese ed i-ching
Il tumore secondo l’I-Ching: immagini per la scienza occidentale

Il panorama dell’ Oncologia clinica e molecolare dell’inizio del nuovo millennio induce a riflessioni sulle energie coinvolte nella cancerogenesi, a riflessioni che superino la pura descrizione dei pathways molecolari sottostanti agli specifici comportamenti “tumorali”.

Stanno entrando prepotentemente nell’uso clinico farmaci nuovi, dotati di un meccanismo d’azione molto diverso dai classici chemioterapici: sono i cosiddetti farmaci a bersaglio molecolare. Il razionale per il loro sviluppo è costituito dall’intento di interferire direttamente nei meccanismi di regolazione di eventi critici nel comportamento della cellula neoplastica: proliferazione, sopravvivenza/apoptosi, migrazione, angiogenesi (Lorusso et al).

La biologia molecolare ci insegna che questi meccanismi – essenziali per la vita dell’individuo dallo stato di zigote allo stato di adulto – sono bene regolati nella cellula normale e dis-regolati nella cellula tumorale.

Un lavoro gigantesco, volto ad individuare molecole e pathways molecolari, lascia disorientati: non si sa “come” questo immane traffico sia regolato.

La mole dei dati molecolari è enorme; ma “informazioni” non sempre sono sinonimo di “conoscenza”; nella realtà dei fatti, la traduzione clinica delle informazioni molecolari fatica a concretizzarsi in “efficacia” in termini di previsione degli effetti (terapeutici e tossici) delle terapie mediche di ultima generazione. Nasce in questo modo il bisogno di capire in quali movimenti fondamentali del meccanismo della Vita questi farmaci si inseriscano.

Sono necessari, forse, metodi conoscitivi complementari: la scienza occidentale si avvale di un metodo conoscitivo logico, razionale. Lo scienziato divide l’oggetto in parti via via sempre più piccole, isola i componenti e li studia separatamente, creando modelli astratti, necessariamente non integrati nel contesto di partenza; la mentalità conoscitiva orientale si avvale di un metodo intuitivo, analogico, e segue un tipico pensiero dinamico e sistemico (Capra F). Forse un esercizio mentale può aiutare questa parte della ricerca occidentale ad uscire da una sorta di vicolo cieco.

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