Edgar Morin e la longevità complessa
Autore: Dr. Maurizio Cannarozzo
Il 29 maggio 2026 veniva mancare all’età di quasi 105 anni il grande filosofo epistemologo e sociologo francese Edgar Morin. Definire e raccontare cosa ha rappresentato Morin per l’Epistemologia della Scienza è cosa alquanto complessa ma, grazie al “Metodo” della Complessità che ci ha lasciato e che ha illuminato la seconda metà del cosiddetto Secolo Breve, credo sia possibile fare un tentativo, spero non inglorioso, da parte mia e dell’Associazione Medicina e Complessità di Trieste, della quale sono socio fondatore nel 2005 e presidente dal 2023.
Anche perché, alcuni giorni prima della scomparsa di Morin, AMeC ha tenuto presso la Sala Luttazzi del Porto Vecchio una conferenza molto partecipata ed aperta al pubblico, con relatori capaci ed apprezzati, sul tema della longevità e l’alimentazione, con il focus particolare sul ruolo dei grassi nell’alimentazione corretta e bilanciata.
Intanto possiamo dire che Morin ha incarnato la figura del long resistent, longevo e flessibile (dei 3 termini credo che la flessibilità sia stata la chiave per esaltare i 2 precedenti).
Infatti nella propria esistenza Morin ha fatto nell’ordine: l’uomo, il socialista, il partigiano antinazista, l’ebreo non sionista, il comunista riluttante con graduale ritorno verso il socialismo, il sostenitore dell’indipendenza dell’Algeria.
Dal 1950 entra al CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique) come antropologo sociale e poi come docente all’Università di Nanterre.
Ma nel frattempo si occupa con successo di cinematografia, di filosofia (fonda insieme a Roland Barthes e Georges Friedmann la rivista “Communications”), di etnologia, attraversa il ’68 francese per approdare tra gli anni 70 e 80 al suo tema principale epistemologico che è l’elaborazione del Metodo della Complessità, tema che svilupperà fino ai nostri giorni, senza trascurare nulla di ciò che poteva provenire dai più disparati campi della Conoscenza e della Civiltà.
Civiltà proprio perché, a differenza della Cultura che appare ormai separata tra cultura umanistica e cultura scientifica, spesso Monadi isolate e non comunicanti tra loro, è solo dall’apertura, dal confronto, dalla mescolanza spontanea o ricercata dei vari elementi della Culture, delle Scienze, delle Medicine, delle Psicologie, delle Popolazioni (e non Etnie), delle Soggettività e delle Oggettività che può nascere una Civiltà di livello superiore a tutte le precedenti. Superiore come profondità, come qualità della vita, come apportatrice di Salute
e Benessere.
Detta così, in poche parole, questa è la ragione per la quale Morin è stato uno dei nostri illuminanti riferimenti (insieme a Emilio Del Giudice, a Erwin Lazlo ed altri eminenti scienziati, filosofi e personaggi che abbiamo incontrato nei nostri 21 anni di attività come Associazione Medicina e Complessità, dapprima Associazione Culturale e Scientifica, da qualche anno anche Associazione di Promozione Sociale).
Ed è questo il motivo che mi ha spinto a condividere con voi, soci di AMeC, tramite questa lettera aperta nella nostra newsletter, i miei pensieri e sentimenti nei confronti di questo gigante dell’Umanità. Ma è anche lo spirito che animerà le nostre future ed imminenti iniziative.
Dr. Maurizio Cannarozzo
Presidente dell’Associazione Medicina e Complessità
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