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Perché la complessità non è entrata nella nostra cultura

Autore: Dr. Fabio Burigana

È mancato Edgar Morin uno dei grandi maestri della complessità che ebbi la fortuna di conoscere personalmente.

Vorrei in poche righe sia spiegare la complessità sia spiegare perché non è entrata nella nostra cultura.
Vediamo se ci riesco.
Partiamo dal mio campo: la Medicina.
Non c’è malattia: dal cancro al raffreddore che non abbia una genesi complessa ( intrecciata). Coesistono sempre molteplici agenti etiopatogenetici: genetici , epigenetici, ambiente inteso sia come agenti materiali ( virus, alimentazione, aria che respirai ..) sia come emotività, pensieri, ambiente relazionale. La comprensione deve prenderli in considerazione, ossservare il processo, come si intrecciano (complesso). Alla fine cosa fare per aiutare.
Prendo un caso dalla cronaca. L’investimento con l’automobile avvenuto a Modena da parte di El Koudri. La diatriba è se si tratta di un attentato o dell’atto inconsulto di un paziente psichiatrico.
La mente che è abituata a ragionare con giudizi strutturati in maniera automatica, spinta dell’emotività cadra  in uno dei due giudizi. Metterà in atto a posteriori tutto il suo acume per giustificare ciò che a priori è stato il suo giudizio.
La complessità porta invece, in maniera impersonale, tutti i fattori che si sono intrecciati ( complessi) per arrivare all’azione insana e delittuosa allo stesso tempo.
Non voglio entrare in quelle che potrebbero essere le risposte pratiche da metter in atto.
Perché la complessità non entrata nella nostra cultura?
  1.  perché è un pensare molto più difficile che esce da tutti i binari ma spazia libero nella vastità
  2. Perché al potere ( qualsiasi esso sia) stanno bene i giudizi strutturati ( vax e novax, destra e sinistra, Russia o Ucraina..). Il pensiero della complessità mette in crisi il potere ( politico, economico, scientifico ..) perché non conosce il gancio per afferarti

Dr. Fabio Burigana

Leggi l’Elzeviro precedente:

➡️ Edgar Morin e la longevità complessa